“Maurizio Quintavalle ha svolto il suo compito brillantemente

Ennio Morricone

L'approccio iniziale alla musica

Come ti sei avvicinato alla musica? Ricordi il tuo primo strumento?

Avevo dieci anni quando ho preso la mia prima chitarra in mano.

A quattordici mi innamorai del basso e acquistai il mio primo Hofner usato.

Da lì, ho iniziato a suonare rock e blues, studiando le linee di basso di band come Grand Funk Railroad, Led Zeppelin, Deep Purple, per poi passare al progressive dei Gentle Giant, King Crimson, Yes, Genesis, Emerson Like & Palmer.

Cosa ti ha spinto a specializzarti prima sul basso e in seguito come contrabbassista jazz?

Dopo le prime esperienze rock sul basso, fu una rivelazione l’ascolto di bassisti innovativi quali Stanley Clarke e Jaco Pastorius, che mi spinsero ad approfondire la tecnica dello strumento.

La passione per lo studio mi portò poi ad innamorarmi del contrabbasso e della sua dimensione acustica. 

Da qui, la decisione di iscrivermi al Conservatorio di Bari nel ‘79, stesso anno in cui morì il grande Nino Rota che ne fu per tanti anni direttore. Qui mi immersi in studi classici, conseguendo il diploma nel ‘86.

Parallelamente agli studi classici, proseguiva la mia carriera di bassista con significative esperienze, come quelle con il gruppo Jazzrock Baricentro, o il tour con il cantante pop Alan Sorrenti, allora primo in classifica delle vendite.  

Maurizio Quintavalle, primo piano con il contrabbasso

L'avvicinamento al Jazz

Come ti sei avvicinato al mondo del Jazz?

Ho cominciato ad ascoltare Jazz sin da piccolo grazie ad uno zio che mi faceva sentire i dischi di Louis Armstrong, Tommy Dorsey, Ella Fitzgerald ed altri grandi musicisti.

Quel suono, quel linguaggio, quello swing è stato per me un imprinting fenomenale.

Un disco di Chick Corea mi introdusse alla fusion e da lì, il percorso un po’ all’indietro, mi portò ad approfondire la tradizione jazzistica.

Le esperienze live a fianco di vari musicisti hanno contribuito ulteriormente alla mia conoscenza del repertorio.

Quali sono state le prime soddisfazioni come contrabbassista jazz?

Le prime collaborazioni a fianco di artisti affermati e noti a livello nazionale ed europeo.

Il mio primo importante concerto come contrabbassista jazz fu con Gianni Basso, storico tenor sassofonista del Jazz italiano.

Poi vennero i concerti con Massimo Urbani, con Roberto Ottaviano e i miei primi dischi con Jazzerie in cui ho inciso le mie composizioni.

Le grandi collaborazioni

Di quali esperienze sei più soddisfatto in così tanti di anni di carriera?  

Ci sono diverse esperienze che contano molto per me.

Naturalmente quelle eccezionali di aver avuto il privilegio di suonare con alcuni grandi artisti che hanno fatto la storia della musica afroamericana.

Tra questi luminari quali Lee Konitz, Phil Woods, Benny Golson, Bobby Watson, Dave Liebman e altri. Con Lee Konitz e Phil Woods ho anche inciso due dischi in cui erano ospiti del trio del pianista Davide Santorsola, un trio nel quale ho militato per circa venti anni.

Poi l’esperienza incredibile sotto la direzione del Maestro Ennio Morricone del quale conservo ancora oggi una bellissima lettera di encomio nei miei confronti.

E quella indimenticabile con l’attore Giorgio Albertazzi, da solo sul palco, a fare da commento sonoro con il mio contrabbasso alla sua magistrale recitazione.

Jazzerie

Parlami della tua esperienza da leader del trio Jazzerie.

Conobbi Nico Stufano e Mimmo Campanale in un jazz club di Bari, dove ci ritrovammo per caso a suonare insieme. Riuscimmo subito ad entrare in sintonia.

All’epoca la mia idea era quella di ottenere dal trio un suono ad ampio spettro che andasse dalla dimensione acustica del contrabbasso al suono elettrico di una chitarra non Jazz, ma spostata più verso un approccio rock.

Ci chiudemmo per diversi mesi a provare e a sperimentare fino a raggiungere una profonda intesa. Il risultato di questo intenso lavoro, svolto essenzialmente su delle mie composizioni, fu la produzione di due dischi prodotti per la Splasc(h) Record: Another Day nell’88 e Future Memories nel ’90. Molto ben accolti dalla critica entrambi.

Sia in questi dischi che nei concerti dal vivo si sono spesso aggiunti diversi sassofonisti, tra i quali Roberto Ottaviano, Michele Carrabba, Maurizio Giammarco e Felice Mezzina. Ho tuttavia sempre inteso Jazzerie essenzialmente come un “trio più uno”, in quanto era proprio la formidabile interazione del trio il centro d’interesse della musica che suonavamo.

Con il Trio Colombo - Quintavalle - Zirilli

Oggi sei parte di un altro trio con il pianista Massimo Colombo e il batterista Enzo Zirilli. 

Il progetto del trio con Massimo ed Enzo è nato nel Conservatorio di Bari in cui anche loro hanno insegnato per diversi anni.

Questo trio ha inciso due dischi che hanno avuto entrambi un ottimo riscontro della critica, “Powell to the People” dedicato alla musica del grande Bud Powell e “Acoustic Weather” basato sulla musica dei Weather Report, ma rivisitata in veste acustica. Il trio ha tenuto molti concerti sul territorio nazionale ed è tuttora attivo.

Attività di compositore e esperienza in orchestra sinfonica

Sei anche un compositore e sono stati molti i tuoi anni di esperienza nell’orchestra sinfonica di Bari.

All’attività di bassista e contrabbassista jazz ho affiancato anche l’attività di compositore, componendo i brani dei dischi che mi vedevano come leader di Jazzerie e altri a mio nome: “Out of Perspective” del 1994 e “It’s time to make a change” del 2008.

La propensione alla scrittura mi ha portato a vincere il secondo Premio Internazionale di Composizione e Arrangiamento per Big Band Città Di Barga. Ho anche avuto l’opportunità di scrivere per Orchestra Sinfonica, componendo un pezzo commissionato dall’Orchestra Metropolitana di Bari, una medley basata sulle musiche di Walt Disney per trio jazz e orchestra sinfonica. Un’opportunità che si è ripetuta arrangiando un pezzo del mio caro amico Davide Santorsola, in occasione di un concerto per commemorare la sua scomparsa.

All’attività di jazzista si è accompagnata parallelamente quella di contrabbassista nell’orchestra sinfonica della città metropolitana di Bari, dove ho suonato per 30 anni, ricoprendo anche il ruolo di primo contrabbasso.

contrabbassista jazz e Insegnante

Parlami della tua attività di insegnamento.

Ho svolto attività di insegnamento privato e poi di collaborazione con vari conservatori.

Dal 2015 sono titolare della cattedra di contrabbasso jazz e basso elettrico presso il Conservatorio Piccinni di Bari. Amo insegnare e formare giovani strumentisti ai quali cerco di infondere passione per lo strumento e per la musica, ma allo stesso tempo di trasmettere la disciplina e il metodo che dovrebbero sempre accompagnarsi alla professione.

Ho formato e continuo a formare giovani musicisti che si stanno inserendo in maniera brillante in ambito professionale.

E questo per me è fonte di grande orgoglio personale.   

Maurizio Quintavalle con i suoi alunni del conservatorio di Bari




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    Maurizio Quintavalle mentre suona il basso
    Maurizio Quintavalle suona

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